giovedì 18 giugno 2009

III^ Biennale d’Arte Contemporanea

GENOVARTE
200920 giugno -8 luglio 2009
dal martedi al sabato, dalle 16:30 alle 19:00; altro orario su appuntamento.


opera selezionata per artegenova "ricordo della nonna" 2008

lunedì 8 giugno 2009

mostra collettiva "Fuori stagione" Milano



IL CIRCOLO CULTURALE BERTOLT BRECHT
in collaborazione con StartArt
Spazio 2/Via Giovanola 21/C_Milano Tel +39 3397908472 - www.bertoltbrecht.it - MM2 Abbiategrasso

A cura di Vera Carminati
presenta
Fuori stagione 2009
A cura di Lorenzo Argentino
Lunedì 08 giugno 2009 alle ore 18.30

Giulia Accorsi, Claudia Bonandrini, Daniela Brambilla, Alessia Carli, Gian Paolo Ciurlo, Guglielmo Olivati, Zel Ebrity 133, Enrico Francescon, Silvia Malocchi, Luca Migliore, Maurizio Piccirillo, Paola Pigozzo, Michele Principato, Enrico Ridolfi, Anna Bruna Ronchetti, Giulio Rossi, Alessandra Rovelli , Hayat Saidi, Giuseppe Sanpaolo, Donatella Sarchiai, Alvaro & Loriano Vallar , Matteo Varsi.
La mostra resterà aperta da lunedì a giovedì dalle 17 alle 19 fino al 26/06/2009

lunedì 11 maggio 2009

le mostre del triangolo nero 135



ernesto porcari
sculture e disegni recenti

inaugurazione: venerdì 24 aprile 2009, ore 21.00
la mostra sarà aperta sino al 30 maggio 2009
orario: solo il giovedì dalle 17.30 alle 19.30
altri giorni per appuntamento (tel. 0131/254536 - 349-5879417)
e.mail - triangolo.nero@libero.it

il triangolo nero
corso cento cannoni 16
15121 alessandria

lunedì 27 aprile 2009

articolo di giornal.it sulla fiera

http://www.giornal.it/pagine/articolo/articolo.asp?id=23949

Cultura
Dopo il successo 2008 si replica
L'arte è di nuovo protagonista a San Giorgio
di C.T.
Nel 2007 la Fiera di San Giorgio aveva aperto i battenti all'arte, concedendo a cinque artisti alessandrini uno stand in gestione; dato il successo dell'iniziativa, nel 2008 le ex scuderie della Caserma Valfrè sono state trasformate in vere e proprie botteghe d'arte a disposizione di un più folto gruppo di artisti. E anche quest'anno 22 artisti, veterani o novizi della fiera, hanno proseguito sullo stesso filone "occupando" le scuderie con i loro lavori.
L'interesse di molti di loro sembra essere quest'anno focalizzato sul tema del riciclaggio. Piero Verzetti lavora i fondi delle bottiglie di plastica per renderli fiori colorati, Bruno Carlin trasforma gli scarti industriali in sculture luminose o crea sedie con tastiere di pc ormai inutilizzabili... Presenti anche in mostra alcune installazioni luminose realizzate per il progetto "Disparte" dai ragazzi disabili della Cooperativa Sociale Casa di Nazareth in collaborazione con alcuni artisti o architetti: i materiali usati, anche in questo caso, sono scarti industriali riciclati e resi vivaci dalla luce.

Accanto poi ad artisti già presenti in Fiera nella scorsa edizione, come Tony Frisina, Tiziana Aprile, il Conte Niccolò Calvi di Bergolo solo per citarne alcuni, sono comparse poi alcune proposte nuove e interessanti, come quella di Enrico Francescon, i cui lavori sono resi davvero particolari dalla realizzazione con un materiale inusuale per l'arte, il cemento, mescolato a pigmenti colorati. Un materiale tradizionalmente visto come incolore, neutro e spento viene trasformato inaspettatamente in formelle dalla cromia pastello e di una delicatezza sorprendente.

Una bottega è dedicata poi a Remo Lanzoni, il pittore alessandrino recentemente scomparso che aveva esposto proprio i suoi quadri in quello spazio nell'Edizione passata.
23/4/2009

martedì 21 aprile 2009

Partecipazione alla 405 Fiera di San Giorgio

18 - 26 aprile 2009 - Caserma Valfrè nei
(giorni feriali ore 18.00 - 23.30 e sabato, domenica e festivi 10.30 - 23.30)

Collettiva a due con lo scultore di ponzone Carlo Ivaldi.
Accoppiata non originale perchè i due artisti avevano esposto in sieme al triangolo nero
nel 2000 col nome
“Mostra dei premiati del concorso per giovani artisti ‘La Cararola 1999’ ” Il Triangolo Nero, Alessandria

lunedì 23 marzo 2009

Triangolo nero


irma blank “dalle annotazioni” 1982

inaugurazione: sabato 21 marzo 2009, ore 18.00
la mostra sarà aperta sino al 18 aprile 2009
orario: solo il giovedì dalle 17.30 alle 19.30
altri giorni per appuntamento (tel. 0131/254536 - 349-5879417)
e.mail - triangolo.nero@libero.it

il triangolo nero
corso cento cannoni 16
15100 alessandria


comunicato stampa



L’associazione culturale “il triangolo nero” in corso cento cannoni, 16 di alessandria, presenterà nelle sue sale una mostra-installazione dell’artista tedesca, ma milanese di adozione, Irma Blank.
“Dalle annotazioni”, data di esecuzione 1982, è il titolo dell’avvenimento che si terrà nello spazio alessandrino a partire da sabato 21 marzo 2009 alle ore 18.00.
Le 96 pagine che compongono quest’opera, concepita come corpo unico raccolto in una cassetta, erano già state presentate nella mostra personale “Irma Blank. Libri e giornali” alla Biblioteca Nazionale Braidense a Milano nel 1984.
Le “Annotazioni”, assieme alle “Germinazioni” e al “Corpo del silenzio”, si collocano in un periodo di sperimentazione dopo le “Trascrizioni”. E’ un ricominciamento nel senso del ritorno al segno minimo, al punto, dunque riduzione, ma sostanziato e ampliato dal nuovo strumento, il pennello, e dal colore. Situazione questa che doveva poi gradualmente estendersi fino ad arrivare alla linea radicale dei Schriftzug=Atemzug.
L’installazione alessandrina dell’opera dipanerà, una buona parte dei 96 fogli di cui si compone, sulle pareti della sala grande a formare una sequenza vaporosa e fluttuante di aquarelli rosa e azzurri, con soffuse alonature d’oro.

giovedì 5 febbraio 2009

mostra personale Satura genova


Satura, piazza Stella 5 cap 16123, Genova, Italia
dal 28 febbraio al 18 febbraio 2009
IN FORMA DI CEMENTO di Carlo Pesce
Difficile trovare un materiale più bello del cemento...
Le Corbusier

La centralità del cemento è peculiare in quest’ultima fase della produzione di Enrico Francescon. Ciò su cui l’artista alessandrino sta lavorando è appunto una serie di formelle in cemento che gli permettono di esprimere concretamente delle sensazioni materiche. Antesignane di queste formelle, quasi tutte realizzate durante il 2008, sono alcune sperimentazioni del 2003, nei quali la struttura in cemento era ricoperta da un burriano sacco di iuta. Già in quel contesto si poteva intravvedere ciò che sarebbe avvenuto in seguito, con l’insistere su una ricerca basata sul gusto per il “ritrovamento” e sul rigore costruttivo di un impianto di semplicissima efficacia estetica, ben evidentemente anticipato in questa fase.
Questi lavori, che da un certo punto di vista possono essere definiti “esercizi prototipi”, ricevono un evidente arricchimento formale a partire dal momento in cui l’artista comincia a riempire gli spazi quadrangolari con degli elementi segnici, sostituendo il sacco – di fatto una seconda superficie piatta – con degli oggetti collocati a immediato contatto con la nudità del cemento. È in questo frangente che Enrico Francescon riesce a sciorinare, con una vasta gamma di intuizioni, dei manofatti artistici fondati sull’unione di un materiale di supporto – il cemento – cui sono stati aggregati materiali di diversa specie, materiali ai quali è dato il compito di assumere una precisa valenza segnica. Francescon, infatti, sembra considerare la “piastrella” in cemento la struttura bidimensionale sulla quale agire, sulla quale tracciare dei segni che vengono percepiti non in quanto tali, ma come elaborazioni dell’intelletto. Ciò che l’artista ricava è un ibrido talvolta fortemente aggettante che stravolge il senso di ogni possibile etichettatura. Quello che si vede è uno spazio compatto, talvolta pigmentato, dal quale fuoriescono oggetti: è improprio definirlo “scultura”, è riduttivo definirlo “pittura”.
Per affrontare in modo coerente le opere di Enrico Francescon si deve seguire la materia, la sua porosità, la sua bellezza primitiva, incondizionata. È quanto Enrico Francescon tenta di trasmettere all’osservatore, è quello che deve fargli percepire.
Lasciata da parte la sperimentazione segnica, l’ultimissima fase di questa produzione sembra orientarsi maggiormente verso una marcata rarefazione. Gli ultimi lavori sono determinati da una serie di stratificazioni orizzontali sovrapposte, di fatto dei paesaggi, in pratica delle sperimentazioni cromatiche. In questo modo Enrico Francescon sembra aver intrapreso un nuovo filone di ricerca decisamente più essenziale, nel quale l’impasto assume la stessa valenza che in pittura può essere attribuita al colore preparato.