giovedì 18 aprile 2019

MOSTRA di Xilografie

XILOGRAFIA A CONFRONTO
'Aspetti Storie Analogie'

Francesco Casorati – Mario Surbone
Marina Bindella – Guido Navaretti
Gianni Baretta – Enrico Francescon

L'attuale rassegna di sei artisti di diverse generazioni e provenienti da storie ed esperienze differenti vuole porsi come uno dei molti e possibili confronti sul modo di interpretare la tecnica xilografica. Con il termine xilografia si intende la tecnica di incisione di una immagine su una matrice di legno (dal greco xilos) e la sua stampa mediante inchiostrazione della superficie piana lasciando dunque, dopo l'azione pressoria del torchio, i segni/solchi incisi, liberi da inchiostro e quindi bianchi. Da molto tempo ormai, sotto l'ombrello del termine xilografia, si accomuna lo scavo su diverse tipologie di matrici. Proprio in questa mostra, nella 'Kunsthalle Czarnetta' di Vignale, vedremo opere che sono state eseguite su matrici di linoleum, il materiale più frequentato, ma anche su PVC, su gomme, metacrilato e su quant'altro si voglia e possa provare.

Grandi e storici interpreti dello scavo su linoleum, sono i 'decani' torinesi Francesco Casorati e Mario Surbone dei quali, intorno al decennio 1950/60 del secolo scorso possiamo ammirare preziosissimi fogli, stampati all'epoca, nati dalle pulsioni di carattere figurativo-narrativo che li accomunavano.
Le prime prove 'giovanili', intorno al 1950 di FRANCESCO CASORATI con titoli come 'Suonatori', 'Battaglia navale', 'Figure nel bosco' e altri ancora, già rappresentano tutta la poetica, sviluppata poi in calcografia nei decenni a venire, di un artista che è stato fra i più completi e sperimentali incisori del '900 italiano. Libertà e felicità creativo-compositiva sono gli elementi che, su fogli fragili e poveri di carte lise e vissute, traspaiono come presenze di commovente bellezza.
Con le stesse emozioni anche MARIO SURBONE caratterizza il suo lavoro linoleografico, dei primi anni '60 con 'figure' forti e decise in forma di silhouettes umane che affermano la loro presenza, forse anche inquietante, con il loro inserimento in uno spazio compositivo appena accennato che sa conferire connotazioni dal sapore scenografico.
MARINA BINDELLA, una delle più importanti rappresentanti della xilografia italiana e non solo, presenta alcuni fogli di una produzione recente, nei quali il vivido nero delle sue tessiture segniche fa rimbalzare il bianco e la luce che ne deriva, in una situazione di equilibrio e di peso che stupisce per la perfezione formale di composizioni frutto di una visione progettuale sicura ed elegante.
GUIDO NAVARETTI ci offre i risultati della sua attuale stagione incisoria sempre più tesa a suggestioni figurali. La sua ricerca si contrappone e dialoga, per alcune analogie di segno, con la Bindella ma si evidenzia per una organizzata rappresentazione narrativa che sorprende per la qualità puntigliosa del suo 'scavare' grandi superfici di metacrilato sulle quali il segno metodico e profondo agisce con nitidi percorsi che hanno sicure radici nella cultura xilografica orientale e giapponese in particolare.
GIANNI BARETTA ha una lunga storia di acquafortista ma qualche volta si cimenta anche tra i difficili, e per lui meno consueti, lidi della xilografia. Le sue prove sulla gomma e sui linoleum viaggiano in parallelo con il segno, tipicamente tagliente e puro, come quello che nasce dalle punte per l'acquaforte; con le sgorbie gioca nel ricercare composizioni di ascendenza lirica e di invenzione di fantasia, condizioni e situazioni creative che sono il terreno comune da cui nascono i suoi innumerevoli disegni.
L'area di ricerca privilegiata da ENRICO FRANCESCON conduce a quella della più classica astrazione. In questa direzione molto precisa e a lui particolarmente consona si muovono gli elementi formali che costituiscono i mattoni fondanti del suo operare. Linee che si destreggiano fra geometrie quadratiche, elementi angolari e circolari, ellissi sospese e tracce dritte o curvilinee trovano un solido equilibrio compositivo che l'artista alessandrino sa ben gestire anche con un intelligente e dialogante intervento di colori.

La mostra si inaugurerà domenica 7 aprile 2019, alle ore 17,30 e rimarrà aperta sino al  26 maggio 2019con orario: venerdì , sabato e domenica dalle 17,00 alle 20,00.           Altri giorni per appuntamento


   Tel e fax 0039 0142 933415            cell. 0039 340 8103090              e.mail :  czarnetta@vignale.de    

lunedì 9 aprile 2018

CARLO PESCE

Enrico Francescon propone una serie di piccoli lavori, molti intimi, quasi un diario 
di un viaggio spirituale nell’essenzialità della forma e del colore. Le opere in questione 
sono acquerelli che nascono da una riflessione sul lavoro di Klee, maestro assoluto di quasi tutti gli artisti 
che si dedicano alla produzione di un tipo di opera basata sulla pura geometrizzazione astratta.
Francescon, dunque seguendo e rielaborando la lezione di Klee, applica chiazze di colore liberamente, 
senza un principio condizionante, avendo come unico interlocutore l’inafferrabilità della fantasia. 
Ciò che ottiene è una forma che può – e deve – avere una sua interpretazione 
attraverso giochi di luci e ombre che offrono una valenza tridimensionale fatta di rilievi 
e di compenetrazioni che danno alla superficie una dimensione delicatamente palpitante.
Interessanti pure le macchie isolate su un apparente nulla monocromo bianco. Esse si allungano 
in una direzione, contendono alla superficie del supporto la loro esistenza, dichiarando 
una propria forza e una propria misura che conferisce alla materia pittorica una capacità 
di penetrazione altissima e controllata.

Carte e Legni di Enrico Francescon.
Vineria Tirabosson, via Alerami 9. Fino al 16 aprile. 
Orari: martedì/sabato 10/12 16/19.30. info@tirabosson.it

sabato 7 aprile 2018

mostra al triangolo nero

Bruno Aller Gianni Baretta Carlo Lorenzetti

giovedì 5 aprile 2018

mercoledì 4 aprile 2018

Enrico Francescon per Borsalino

Cappello-Acquerello

#SaveBorsalino

Oggi in mostra per solidarietà ai lavoratori della storica fabbrica di cappelli di Alessandria.